11 Luglio 2020

I Grandangoli

Visione a 360 gradi

Gigante di cuma Napoli scoperto nel 1938

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Ossa umane appartenenti ad un individuo vissuto in epoca preistoria e alto circa 24 metri sono esposte nella Sala della Meridiana del Museo Archeologico di Napoli. Era il 1938 quando gli operai dell’archeologo Amedeo Maiuri scoprirono nei pressi del Tempio di Giove, sull’acropoli di Cuma dove i greci avevano posto l’area sacra della città, degli imponenti resti ossei relativi al cranio, alla mano e al femore di un individuo vissuto quarantamila anni fa che aveva lasciato tra l’altro a pochi passi da sé una lastra in pietra con traccia di pittura rupestre in cui vi era una forma simbolica e sconosciuta. Questo incredibile rinvenimento doveva essere esposto nel museo napoletano già nell’anno della scoperta ma lo scoppio della guerra fece sì che il sensazionale uomo del passato rimanesse sepolto nuovamente, questa volta negli scantinati polverosi del museo. È stato grazie ad un artista contemporaneo Brigataes, che per la seconda volta, l’artista più grande del mondo e ritornato alla luce. Brigataes ha scoperto un faldone durante una sua ricerca archivistica che conteneva la documentazione dello scavo e le indicazioni sulla collocazione delle ossa in una sezione remota dei magazzini. È opera sua dunque la riscoperta di questo incredibile essere umano documentata anche nell’esposizione da un filmato dell’Istituto Luce in cui i vedono gli istanti del rinvenimento sotto gli occhi sgomenti degli addetti allo scavo.